Colesterolo: amico o nemico?
Oggi ipiù di 1 italiano su 4 soffre di colesterolo alto*. Sebbene sia una sostanza essenziale per il corretto funzionamento del nostro organismo, quando è in eccesso diventa nociva per la salute. Adottare un’alimentazione sana – o addirittura un regime alimentare specifico – e mantenere uno stile di vita attivo è fondamentale per contenere l’eccesso.
Spesso si pensa che il colesterolo provenga solo dall’alimentazione, ma non è così! Il fegato sintetizza l’80% del colesterolo presente nel nostro organismo. Questo organo rappresenta una chiave spesso trascurata nella gestione della sindrome metabolica e dell’omeostasi del colesterolo.
Quali sono le funzioni del colesterolo?
Il colesterolo, che appartiene alla famiglia dei lipidi, è indispensabile per la struttura della membrana cellulare, alla quale conferisce impermeabilità e rigidità.
Inoltre, agisce come precursore:
- della steroidogenesi, responsabile della formazione degli ormoni sessuali (progesterone, estrogeni, testosterone) e degli ormoni surrenali (aldosterone, cortisolo, DHEA);
- della vitamina D3, per il 50% (l’altro 50% deriva dalla sintesi cutanea grazie ai raggi UVA e UVB del sole);
- degli acidi biliari, che facilitano la digestione dei grassi, l’eliminazione del colesterolo e l’assorbimento intestinale delle vitamine liposolubili.
Il trasporto del colesterolo totale
Nel sangue, il colesterolo è trasportato per 1/3 in forma libera e per 2/3 legato a lipoproteine (associazione di lipidi e proteine) che ne permettono l’immagazzinamento.
Esistono due principali lipoproteine coinvolte nel trasporto:
- LDL (Low Density Lipoprotein, o lipoproteina a bassa densità) = queste lipoproteine trasportano colesterolo e trigliceridi verso i tessuti periferici
- HDL (High Density Lipoprotein, o lipoproteina ad alta densità) = queste lipoproteine catturano l’eccesso di colesterolo tissutale e lo trasportano verso la cistifellea per essere eliminato.
- LDL e HDL costituiscono il colesterolo totale.
Esiste quindi un solo colesterolo, che non è né buono né cattivo.

Quindi, il colesterolo è buono o cattivo?
Qual è il colesterolo buono, LDL o HDL ?
L’HDL è il colesterolo “buono” perché trasporta il colesterolo in eccesso verso la cistifellea, dove viene trasformato in sali biliari ed eliminato attraverso l’intestino.
E il colesterolo cattivo?
Le lipoproteine a bassa densità (LDL) contengono meno proteine rispetto ai lipidi e trasportano più molecole di colesterolo, che distribuiscono in tutto il corpo dove svolgono funzioni fisiologiche. Tuttavia, le LDL inutilizzate si ossidano e diventano inutilizzabili. Si trasformano in rifiuti solidi che si accumulano sulle pareti delle arterie, formando la placca aterosclerotica. Ciò porta al restringimento dei vasi sanguigni e all'irrigidimento delle membrane. La rottura della parete vascolare che circonda la placca aterosclerotica può causare un evento cardiovascolare.
Come riconoscere le anomalie lipidiche
I problemi per il sistema cardiovascolare si verificano quando c’è uno squilibrio tra LDL e HDL. Un semplice esame del sangue permette di misurare il colesterolo totale e determinare i valori specifici, espressi in g/L o in mmol/L. Questo bilancio lipidico è raccomandato anche in assenza di fattori di rischio evidenti.
Bilancio lipidico:troppo LDL o non abbastanza HDL ?
Le raccomandazioni dell’Agenzia Francese per la Sicurezza Sanitaria dei Prodotti di Salute (ANSM) sono le seguenti:
- Colesterolo totale: inferiore a 2,00 g/L (o 5,0 mmol/L)
- Colesterolo-HDL: compreso tra 0,40 g/L e 0,60 g/L (o tra 1,0 mmol/L e 1,5 mmol/L)
- Colesterolo-LDL: il valore atteso tiene conto dei fattori di rischio che variano in base all’età, allo stato di salute, ai trattamenti farmacologici…
Qual è il tasso normale del colesterolo HDL ?
- Un tasso di colesterolo-HDL inferiore a 0,40 g/L (o 1,0 mmol/L) = fattore di rischio per l’insorgenza di malattia cardiovascolare,
- Un tasso di colesterolo-HDL superiore o uguale a 0,60 g/L (o 1,5 mmol/L) = fattore protettivo contro l’insorgenza di malattia cardiovascolare.
Cosa sono i trigliceridi?
Anche i trigliceridi sono lipidi utili all'organismo. Prodotti dal fegato o assunti con gli alimenti (zuccheri, alcol), circolano, come il colesterolo, attraverso le lipoproteine e vengono immagazzinati nel tessuto adiposo, dove costituiscono un'importante riserva energetica.
In caso di livelli elevati di trigliceridi (≥ 1,5 g/L), è opportuno prendere in considerazione un'attività fisica regolare che stimoli il sistema cardiovascolare e una dieta equilibrata ricca di carboidrati ma con acidi grassi essenziali (omega-3/omega-6).
Cercare la causa delle dislipidemie e ridurle
Le cause dei disturbi lipidici associati o meno (ipercolesterolemia familiare o meno, ipertrigliceridemia) sono spesso multifattoriali: predisposizione genetica, sovrappeso, girovita aumentato, sedentarietà, abuso di zuccheri e grassi saturi presenti in quantità nell’alimentazione moderna, tabagismo. L’adozione di buone regole di igiene di vita può permettere di riequilibrare e ridurre il rischio di anomalie lipidiche e i tassi lipidici sul lungo termine.
La giusta alimentazione quotidiana per abbassare il tasso di LDL
- Favorire gli acidi grassi polinsaturi (AGPI): pesce azzurro di piccola taglia, frutta oleosa, oli vergini di prima spremitura a freddo (colza, noce, lino, canapa, oliva)…
- Controllare l’apporto calorico: porzioni adattate al fabbisogno di ognuno, scegliere alimenti ad alta densità nutrizionale che apportino maggiore sazietà (apporto soddisfacente in proteine).
- Alimentazione a indice glicemico basso o medio (frutta e verdura fresche, prodotti cerealicoli integrali e legumi)
- Apporto di fibre: prodotti grezzi e integrali o semi-integrali
- Apporto di antiossidanti: un arcobaleno di colori nel piatto. La diversità di colori è il riflesso della varietà di antiossidanti
Come ridurre il colesterolo? Leggi qui i nostri consigli!
*Fonte: InSalute News, Il Sole 24 ore Salute
Muoversi per migliorare il rapporto HDL/LDL
Un esercizio fisico regolare (camminata veloce, bici, corsa) di almeno 30 minuti la maggior parte dei giorni della settimana, per raggiungere almeno 150 minuti a settimana di attività di intensità moderata, permette di ridurre sensibilmente il tasso di grassi nel sangue. Da adattare in funzione delle proprie capacità, forma fisica ed età.