Questa famiglia di glucidi, perfettamente tollerata dalla maggioranza delle persone, può causare disturbi più o meno importanti in chi ha un intestino fragile. In questi casi, può essere utile seguire un regime alimentare a basso contenuto di FODMAP in modo intermittente.
FODMAP è l’acronimo di Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides And Polyols (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili da parte dei batteri del colon). Indica un insieme di zuccheri complessi come il lattosio, il fruttosio, il mannitolo o il sorbitolo, presenti naturalmente in molti alimenti e spesso aggiunti (soprattutto i polioli) nei cibi trasformati o ultra-lavorati.
Questi composti, se non vengono digeriti correttamente nell’intestino tenue, vengono invece degradati dai batteri a livello del colon. Nel frattempo, gli zuccheri fermentano, provocando gonfiore e crampi.
Una flora intestinale squilibrata o una mucosa intestinale permeabile rendono più difficile per il sistema digestivo elaborare questi zuccheri.
La lista degli alimenti contenenti FODMAP è lunga! Gli zuccheri complessi, che rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo, si trovano in molti vegetali. Ne sono interessati frutta, verdura, legumi e cereali.
Come seguire una dieta FODMAP?
È una vera sfida rinunciare ai FODMAP! Il livello di disagio, la sua frequenza e il modo in cui questi disturbi impattano la tua quotidianità sono determinanti per decidere di agire. A volte è il prezzo da pagare per ritrovare un buon equilibrio digestivo.
Un accompagnamento da parte di un professionista della salute e/o un* dietista si rivela indispensabile per seguire correttamente una dieta povera di FODMAP, che è impegnativa e può anche comportare carenze nutrizionali. Questo perché si tratta di eliminare molti vegetali, che sono fonti fondamentali di fibre alimentari, nutrimento privilegiato per i batteri intestinali.
Una dieta priva di FODMAP può però portare benefici in tempi brevi. Il 70% delle persone affette da sindrome dell’intestino irritabile (IBS) ha riscontrato un miglioramento dei sintomi già dopo una settimana. Tuttavia, per risultati duraturi si consiglia una durata da 2 a 4 mesi. A questa fase deve seguire un piano di reintroduzione graduale degli alimenti.
Verdure tollerate per un’alimentazione sana
Frutta senza FODMAP
Preparazioni lattiero-casearie
Proteine animali e vegetali
Cereali a basso contenuto di glutine
Dolci ben tollerati
La famiglia dei FODMAP presente nei cereali appartiene ai fruttani. Il glutine, invece, è una proteina. Tuttavia, i fruttani si trovano nei cereali che contengono glutine (grano, orzo, segale, kamut e farro). Tra zuccheri e proteine, a volte è difficile orientarsi! Ad esempio, il pane a lievitazione naturale (lievitazione di almeno 20 ore) ha un basso contenuto di FODMAP, mentre i pani senza glutine sono spesso realizzati con ingredienti ricchi di FODMAP (come inulina, melassa, miele). Una sola regola dunque: leggere sempre l’etichetta prima di consumare!
L’adozione di una dieta povera in FODMAP si articola in tre fasi distinte:
Nei disturbi legati a una digestione difficile, due elementi sono spesso indicati come responsabili: un microbiota squilibrato (flora intestinale) e una mucosa intestinale permeabile. Il disequilibrio dell’uno comporta la permeabilità dell’altra… e viceversa! In generale, il malfunzionamento di uno degli attori del sistema digestivo avrà ripercussioni anche su altri elementi, come ad esempio gli enzimi digestivi.
Oltre all’eliminazione di alcuni alimenti, è possibile agire anche con l’associazione di glutamina, vitamina B2 (che contribuisce a proteggere le cellule dallo stress ossidativo e a mantenere in salute le mucose, inclusa quella intestinale), e melissa, che favorisce una normale funzione intestinale e il benessere digestivo.
Entrambe le grafie coesistono nella letteratura scientifica e medica. FODMAP corrisponde all’acronimo originale (fermentable oligo...), mentre FODMAPs indica il plurale delle varie famiglie di questi zuccheri fermentabili: oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli.
Questa differenza non cambia la comprensione né l’applicazione della dieta: l’essenziale è identificare gli alimenti che provocano fastidi addominali e adattare la propria alimentazione di conseguenza — che si parli di dieta FODMAP o povera in FODMAPs.
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